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KT Reviews - Ultime pubblicazioni

  • Oncoematologia
  • Pubblicato il 09/06/2021
  • Zanubrutinib nella macroglobulinemia di Waldenström: lo studio ASPEN

  • Alessandra Tedeschi e Paolo Bruzzi

    Zanubrutinib è un inibitore di BTK di seconda generazione con una differente farmacocinetica rispetto al capostipite ibrutinib che presenta un minore effetto off-target su altri enzimi se confrontato con il suo predecessore.

    Inibitori BTK, MYD88
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  • Carcinoma gastrico
  • Pubblicato il 05/05/2021
  • Lo studio TAGS: trifluridina-tipiracil nel carcinoma gastrico metastatico pretrattato

  • Alberto Sobrero e Paolo Bruzzi

    La trifluridina-tipiracil nel setting di terza e quarta linea è risultata efficace rispetto a placebo. Questa condizione è veramente proibitiva e osservare un HR sotto 0,7 per l’OS è senza dubbio un buon avanzamento e un aiuto per questi pazienti in fase avanzatissima.

    Chemioterapia, HR, Overall Survival
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08/07/2021
Michelino De Laurentiis e Paolo Bruzzi
I risultati della fase 3 del trial “monarchE” dimostrano che, nelle pazienti con tumore mammario HR+/HER2- con linfonodi positivi ad alto rischio di recidiva, l’aggiunta dell’inibitore di cicline abemaciclib alla terapia ormonale adiuvante è associata a una riduzione del rischio di sviluppare una malattia invasiva rispetto a chi effettua la sola terapia endocrina.
Pubblicato il 08/07/2021
09/06/2021
Alessandra Tedeschi e Paolo Bruzzi
Zanubrutinib è un inibitore di BTK di seconda generazione con una differente farmacocinetica rispetto al capostipite ibrutinib che presenta un minore effetto off-target su altri enzimi se confrontato con il suo predecessore. In questo key trials si analizzano i risultati dello studio ASPEN al fine di valutare le possibili ricadute nella pratica clinica.
Pubblicato il 09/06/2021
05/05/2021
Alberto Sobrero e Paolo Bruzzi
Dopo gli avanzamenti segnati dai trials di terapia adiuvante e perioperatoria nel paziente con malattia operabile, si sta muovendo qualcosa anche nel setting della malattia avanzata. È nota da alcuni anni l’importanza del sottogruppo MSI (microsatellite instability) high; emergono i primi segnali di efficacia dei checkpoint inhibitors nei tumori con MSS (microsatellite stability) e il campo della malattia HER2 amplificata si arricchisce di nuovi promettenti farmaci.
Pubblicato il 05/05/2021
30/03/2021
Daniele Santini e Paolo Bruzzi
Lo studio di fase III randomizzato EV-301 presentato al recente congresso ASCO GU 2021 ha chiaramente dimostrato che l’anticorpo coniugato enfortumab-vedotin confrontato con un regime di chemioterapia a scelta dell’investigatore è stato capace di aumentare in maniera statisticamente significativa e clinicamente importante non solo l’OS dei pazienti ma anche la PFS e la percentuale di risposte obiettive.
Pubblicato il 30/03/2021
16/02/2021
Adriano Venditti e Paolo Bruzzi
L'osservazione che circa il 25-30% delle leucemie mieloidi acute di nuova diagnosi sono caratterizzate dalla presenza di mutazioni di FLT3-ITD o FLT3-TKD ha potentemente stimolato la ricerca farmacologica nella direzione dell’identificazione di specifici inibitori che potessero essere impiegati in combinazione alla chemioterapia o come singoli agenti.
Pubblicato il 16/02/2021
26/01/2021
Fabio Puglisi e Francesco perrone
Il trattamento del sottotipo HER2-positivo di carcinoma mammario ha visto emergere nuovi farmaci estremamente promettenti, destinati a modificare la prognosi delle pazienti affette dalla patologia. Particolarmente interessanti sono parsi i dati relativi alla combinazione tucatinib/trastuzumab/capecitabina per il trattamento di pazienti con carcinoma HER2-positivo in stadio localmente avanzato o metastatico già trattate con almeno due linee di terapia anti-HER2.
Pubblicato il 26/01/2021
21/01/2021
Camillo Porta e Paolo Bruzzi
Negli scorsi anni, le due principali caratteristiche biologiche dei carcinomi renali (e di quelli a cellule chiare in particolare), ovvero la dipendenza dall’angiogenesi e l’immunogenicità, sono state sfruttate a finalità terapeutiche. Si è così passati da uno standard di terapia di prima linea rappresentato da una monoterapia con farmaci diretti (principalmente) contro i recettori del vascular endothelial growth factor (VEGF), a combinazioni di immunoterapici, ovvero di un immunoterapico e un antiangiogenico
Pubblicato il 21/01/2021

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